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Location di molti film western, tra cui il celebre “Ombre rosse” di John Ford, questa valle deve il suo fascino a tre spettacolari monoliti che si alzano al cielo anche fino a 600 metri, partendo  dai 1700 metri di altezza della valle.

Creata 70 milioni di anni fa dal ritiro delle acque del Golfo del Messico, è attraversata da una serie di piste sterrate, in parte percorribili anche con una normale auto.
In parte perchè c’è un’area il cui accesso è riservato solo se accompagnati da una guida navajo.
Sul piazzale del Monument View Hotel, un brutto complesso che si affaccia sui monoliti, ci sono una serie di box dove, se non si vuole andare con la propria auto, è possibile prenotare una escursione con i Navajo. Il vantaggio, come dicevamo, è che si possono visitare zone altrimenti chuse, lo svantaggio è che costa molto, chiedono anche fino a 100 dollari a testa, però non lasciatevi scoraggiare, è trattabile, basta insistere un pò.
Ricordo che nel workshop del 2017, in 11, tutti su un mezzo da 12 posti riuscimmo ad ottenere un costo complessivo di 400 dollari, meno di 40 dollari a testa contro i 90 chiesti inizialmente dalla guida.

Si entra scendendo per alcuni tornanti e si è subito sotto il primo monolite, il Merrik Butte.
La pista non è in buone condizionie, al contario della Valley of the Gods, distante poco più di mezzora di auto, si balla molto.
Non è però il solo “disagio” nella Monument: nei periodi di alta stagione si procede in coda, come in una grande città. Centinaia di auto percorrono con noi le 16 miglia di sabbia che, per qanto battuta e percorsa a bassa velocità, crea polvere. Questo è anche uno dei motivi per cui preferisco la Valley of the Gods.

Proseguendo troviamo a destra la “Dabliù Rock” o “Three Sisters”, una roccia a forma di W, molto ben visibile anche dal mercatino di bigiotteria artigiana navajo che sorge proprio sul John Ford Point View, il punto da cui il regista americano fece le riprese dell’assalto alla diligenza in Ombre Rosse.
Su uno sperone di roccia a meno di 100 metri, un indiano affitta il suo addormentato cavallo e per 5 dollari potete salirci ed avere la foto proprio come una una delle scene del film.

Però la Monument è una gran bella valle e questi piccoli contributi aiutano l’economia domestica di tante famiglie. Stessa cosa per la bigotteria, non ha costi proibitivi ed alcune cose sono davvero belle.
Proseguendo si passa sotto al “Camel Butte” una roccia a forma di cammello e dopo aver superato “The Thumb”, un’altra caratteristica forma di roccia, si arriva all'”Artist Point”.
In mezzo la bellissima parete rocciosa dello “Speared Mesa”.
L’Artist Point è il giro di boa. Una sosta per amirare il paesaggio intorno che, come in tutta la zona, ci regala forme rocciose degne di uno scultore e si torna indietro. Durante il ritorno è d’obbligo una deviazione al North Window Overlook, altro straordinario paesaggio.
Andando al mattino, oltre ad avere la luce migliore, si riesce a finire il tour verso le 14 e pranzare al ristorante del Monument View Hotel, all’interno del quale, oltre ad un plastico della valle con tutte le notizie storico geologiche, c’è anche un grande shop di souvenirs.
Per metà pomeriggio consiglio Olianto, a 15 minuti di auto, dove c’è un supermercato ed un ottimo ristorante per la cena, anche qui uno shop di prodotti artigiani ma più raffinato del primo, oltre ad un distributori di carburante.

In luglio, agosto e settembre, si fa in tempo a cenare e tornare sul piazzale di partenza per la Monument, da cui è possibile ammirare un tramonto spettacolare.

 

Forrest Gump Point. Sullo sfondo le montagne della Monument Valley.

I tre monoliti al tramonto.

East Mitten Butte.

Artist Point.

Er of the Wind.

Bancarella al Jhon Ford Point View.

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