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23 giugno 2017. Sto facendo il giro delle chiese lignee nella regione del Maramures in Romania.
Sono chiese prive di qualsiasi metallo, persino i chiodi sono in legno.
Sono cimiteriali, oltre alle normali funzioni religiose, ospitano nel parco intorno le tombe dei fedeli defunti.
Sono belle da commuovere, completamente affrescate.
Fuori, seduto su una tomba sormontata dalle caratteristiche lapidi a croce in legno, con arco a corona per proteggerle dalla pioggia, un vecchietto neanche troppo vecchietto sta pulendo della verdura.
Una grande busta bianca colma di lato alle gambe, un ombrello ed un bastone. Ha un cappello verde scuro di velluto a coste con una piccola falda.

Posso farle una foto?”
Non parla Italiano ne inglese ma capisce e annuisce.
Io volevo fotografarlo mentre puliva la verdura seduto su quella tomba, in mezzo a tante altre tombe tutte simili ma lui si mette in posa.
OK, faccio il primo scatto, ha il volto sereno, guardo la foto e vado per scattare ancora ma il suo volto si e’ rattristato.
Scatto lo stesso, in verticale come la prima, poi giro la macchinetta e ne scatto una terza includendo anche la croce. Sicuramente la moglie penso tra me.
Mi guarda e mi dice qualcosa in rumeno, incomprensibile per me, tranne una parola che somiglia ad “adres”. Forse indirizzo penso, forse vuole le foto.
Ok” gli dico sorridendo. Fa per dettarmelo ma non e’ cosa.
Chiama il custode che arriva con carta e penna e me lo scrive.
Cava Vasile si chiama. Cava anche sulla croce.
Poi mi guarda e mi indica la tomba. Non e’ sua moglie ma sua figlia, 20 anni, cazzo come sono pochi 20 anni.
A gesti mi fa capire che quando ha qualche cosa da fare come pulire la verdura, rammendare i calzini o altre cose che può portare fuori casa le viene a fare sulla tomba della figlia per farle compagnia.
Sollevo il biglietto con l’indirizzo per rassicurarlo che le avrà, poi mi giro per andarmene ma faccio un passo in direzione opposta e lo abbraccio.
L’ho riabbracciato 5 mesi dopo, quando gli ho portato le foto.

Cava Vasile, un incontro per me davvero emozionante.

In origine, anche le croci, come le chiese, erano in legno, per proteggerle dalle intemperie venivano coperte da archi in lamiera.

Le chiese lignee, volute dalla Chiesa Ortodossa intorno al 1700. Sono interamente in legno, anche i chiodi.

Sono quasi tutte molto piccole. Gli affeschi al loro interno sono di una bellezza commovente.

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