Seppur abitata già dalla fine della Glaciazione Wurm (circa 10mila anni fa), le prime notizie scritte su questa straordinaria terra risalgono all’epoca romana, fatta eccezione ad alcuni testi attribuiti a Pitea, che circunavigò queste terre nel 325 a.C.

Interessata dalla conquista dei romani che nel 43 a.C. arrivarono in quella che è oggi la Gran Bretagna, iniziò a beneficiale dell’aporto dell’impero nel 77 d.C. con il governatore Gneo Giulio Agricola.

Il ritiro dell’impero romano, avvenuto nel 410, lasciò in Scozia due gruppi principali: i Pitti e i Britanni. I primi abitavano la Pictavia, una zona che comprendeva gran parte delle isole e un’ampia area della zona settentrionale, gli altri erano insediate nei restanti territori, soprattutto a sud.

Con l’invasione romana iniziò anche la cristianizzazione, a riguardo ricordiamo l’opera di San Ninian che si adoperò nella conversione dei Pitti.

Intorno al 500 affluirono altre popolazioni, gli Scoti, di origine irlandese e gli Angli, provenitnti dal regno di Bernicia e dal continente.

L’800 vide le prime invasioni vichinghe che diedero il via ad una lunga serie di conflitti anche interni tra le varie popolazioni residenti.

Il primo sovrano di Scozia sembra essere stato Màel Coluim Cinàeda, morto nel 1034.  Nel 1291 Edoardo I d’Inghilterra favorì John Balliot al trono di Scozia in una disputa con un altro pretendente: Robert Bruce. Ben presto però questo appoggio si trasformò in una vera e propria vessazione, al punto che John Balliot fi costretto a chiedere aiuto alla Francia per contrastare lo strapotere dell’Inghilterra.

Inizia così l’influenza culturale francese, parallelemente ad una guerra con l’Inghilterra che dopo vittorie alterne, portò all’incoronazione del nuovo re di Scozia: Robert Bruce, il quale sconfisse Edoardo I quando, nel 1314, varcò il confine con una potente armata.

Al lungo periodo degli Stuart, segue nell’800 un rapido sviluppo indistriale, fino alla Grande Guerra, che vide la Scozia al fianco del Regno Unito.