Una terra di antiche origini.
Abitata fin dall’ottomila a.C., restituisce ancora oggi tracce di una popolazione che viveva sulle coste e sulle rive dei fiumi.

Nel 4.500 a.C., con il neolitico, iniziano le prime coltivazioni, la lavorazione della ceramica per gli utensili quotidiani, la levigazione della pietra e le prime case in legno, oltre alle prime tombe megalitiche visitabili ancora oggi ed allineate sencondo pecisi criteri astronimici, come Newgrange.
Due milleni a.C. inizia l”età del bronzo, mentre la lavorazione del ferro è databile intonro al VII secono a.C.

I romani conoscevano l’Irlanda fin dal 100 d.C. Tolomeo fu in grado di fare una descrizione dell’isola e delle tribù che la popolavano.
Si ipotizzano anche rapporti commerciali tra i romani e l’Irlanda, forse dovuti ad una piccola spedizione dell’impero, che arrivò qui per aiutare un re locale, Tuathal, a riconquistare il trono.

il medioevo vede l’inizio del Cristianesimo, dovuto, si suppone, a pirati che tornati sull’isola dopo aver giravagato nei mari, venendo a contatto con mvarie religioni. Una leggenda parla di San Patrizio, che approda qui nel 432 e inizia la sua opera cdi conversione, anche se vi sono tracce di missionari arrivati qui ben prima di lui.
Fu proprio dall’Irlanda che, intorno al V secolo, partì la più grande missione di evangelizzazione in una Europa sconvolta dalle invasioni barbariche, che avevano avuto come conseguenza, un progressivo imbarbarimento della cultura e della religione.
Questo periodo fu improvvisamente interrotto da invasioni vikinghe a partire dal IX secolo, che portarono saccheggi e devastazione. A loro dobbiamo le città diDonegal e Drogheda.

Poco meno di 3 secoli dopo arrivarono gli inglesi con Enrico II d’Inghilterra, Il re prese possesso dell’isola forte anche di una bolla papale con la quale Adriano IV avallava le azioni dell’inglese. Di li a poco l’Irlanda divenne dipendente dalla corona inglese.

Il XVII fu forse il periodo più travagliato, con due periodi di guerra civile che portò all’espriprio dei beni dei proprietari terrieri.
Una profonda carestia causò, nel 1845, la morte di molti irlandesi, dimezzando la popolazione e creando un flusso migratorio verso l’America e la Gran Bretagna, accusata per altro di non aver fatto quanto necessario per arginare la carestia.

Ancora un salto in avanti e arriviamo al 1916, quando iniziarono le prime rivolte per l’indipendenza dall’Inghilterra.
Ancora oggi, si respira nelle strade di Derry, il malcontento degli abitanti dell’Irlanda del Nord, contrari a questa appartenenza agli inglesi.